sabato , 4 aprile 2020
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“Non è mai troppo presto… per Ripensare l’Educazione nell’Era Digitale”: Lorenzo Lattanzi, presidente Aiart regionale, membro attivo del Forum Marche, pubblica un volume imperdibile

Nel 1960 il maestro Alberto Manzi diede un contributo decisivo per sconfiggere il persistente analfabetismo nel nostro Paese e la sua trasmissione “Non è mai troppo tardi” è ancora considerata un esempio di televisione educativa. Oggi, un altro maestro, Lorenzo Lattanzi, ispirandosi al suo illustre collega, prova a ribaltare la prospettiva per aiutare genitori, insegnanti e quanti hanno a cuore l’educazione a comprendere che “Non è mai troppo presto… per Ripensare l’Educazione nell’Era Digitale”. Lattanzi, presidente regionale Aiart Marche (associazione telespettatori e cittadini mediali, aderente al Forum regionale delle Famiglie), definisce il suo testo «impegnato e impegnativo», frutto delle molteplici esperienze maturate come formatore nei contesti formali (Scuola e Università) e informali (associazionismo, oratori e altri ambiti pastorali parrocchiali e diocesani) e di anni di ricerca che lo hanno condotto al conseguimento di un Dottorato di Ricerca all’Università Cattolica. Nella prefazione il prof. Pier Cesare Rivoltella, docente nello stesso ateneo tra i massimi studiosi di educazione mediale, riguardo all’autore scrive che è «in possesso di un’ottima (in)formazione scientifica sul tema, sa tradurre questo bagaglio culturale in indicazioni di lavoro utili a chi lavora in classe e nei contesti socioeducativi. […]» perché «i media non sono più una dimensione di cui scegliere di occuparsi o meno, ma un ingrediente delle nostre stesse vite.». Infatti gli attuali contesti comunicativi offrono inedite opportunità per prendere atto di carenze educative nella nostra società, come pure strumenti utili a gestire e rendere più semplici azioni che un tempo richiedevano un notevole dispendio di energie. Ma gli schermi di smartphone, tablet, computer e tv, tendono anche ad appiattire la realtà, polarizzano, semplificano senza rendere la giusta profondità alla complessità. Nel paragrafo dedicato all’educazione nel contesto familiare Lattanzi scrive «si parla da tempo di emergenza educativa e molto spesso il focus dell’attenzione è sbilanciato sui bambini, sugli adolescenti o sui giovani, mentre il nodo problematico da sciogliere per affrontare correttamente la questione è il mondo adulto. Il termine emergenza di per sé è fuorviante nella sua accezione di pericolo imminente o imprevedibile, esso tuttavia è appropriato quando si intendono sottolineare questioni pedagogiche che vengono alla luce, emergono appunto, anche grazie ai contesti comunicativi mediati.». E quindi, giustamente, non è mai troppo presto per farsene carico.

Per chi fosse interessato il volume è disponibile on-line al seguente link:

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