martedì , 18 febbraio 2020
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Legge 194: appello del Forum Marche alla Regione perché “sia applicata integralmente”

Un appello ad “attivarsi perché la legge 194 sia applicata integralmente, senza forzature ma anche senza atteggiamenti ideologici o tentennamenti che non favoriscono la piena assunzione di responsabilità in un tema delicato e fondamentale, come questo, che ci vede tutti impegnati” è stato rivolto dal presidente del Forum delle Associazioni Familiari delle Marche, Paolo Perticaroli, ai vertici del governo regionale. Perticaroli, in occasione dei quarant’anni della legge che in Italia ha introdotto l’interruzione volontari di gravidanza, ha scritto una lettera, indirizzata al governatore Luca Ceriscioli, al presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ai gruppi consiliari della Regione e al presidente della Consulta della Famiglia, Andrea Marinozzi, in cui sottolinea come “in questi giorni abbiamo sentito da più parti che il ricorso all’aborto appare in diminuzione in ogni fascia d’età, ancorché la percentuale delle minorenni che vi accedono pare essere rimasto invariato negli ultimi anni” ma “i media hanno solo accennato alla pesante incidenza che, sulla riduzione del numero annuo di IVG, ha avuto il ricorso all’aborto farmacologico. Questo ci fa dire che il numero assoluto degli aborti non è affatto diminuito, se nello spettro delle pratiche volte a provocare un’interruzione volontaria della gravidanza vengono considerate anche quelle attuate per mezzo dell’assunzione di farmaci intercettivi o contragestativi, che sono abortivi a tutti gli effetti”. Per Perticaroli “è ora che la nostra Regione affronti il grave tema della denatalità, e crediamo che il primo intervento che si debba mettere in atto è dare voce a chi ha il diritto di nascere; siamo convinti, inoltre, che sia compito precipuo delle Istituzioni, in sinergia con i corpi intermedi, promuovere ogni azioni per un cambiamento culturale della nostra società regionale nel senso dell’accoglienza e del rispetto della vita, di tutta la vita e della vita di tutti”, perché “la legge 194/78 dichiara di tutelare la maternità nei suoi principi fondanti e non sancisce il diritto ad abortire, ma vede l’aborto come scelta estrema, motivata da seri problemi di salute della gestante, da scongiurare in ogni modo e da rigettare come mezzo di controllo delle nascite, come dispone l’articolo 1”.